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La prostituzione in condominio che effetti ha sulla tua casa?

La prostituzione in condominio che effetti ha sulla tua casa?
Andrea Ballato - Consulente Immobiliare Carpi - Incontri

Di recente mi è stata rivolta un’insolita domanda, la definirei scottante, praticamente a luci rosse.

Un amico che stava vivendo questa situazione, mi ha chiesto cosa rappresenta avere nel proprio condominio un appartamento con ragazze dedite alla prostituzione.

Per questo, dopo una risposta vaga, ho pensato di scrivere un articolo a riguardo, per rispondere in modo argomentato, da condividere con chiunque si fosse posto lo stesso quesito.

Nell’ultimo periodo ho iniziato a parlare del territorio, dei suoi pregi e degli altrettanti difetti e documentare questa delicata faccenda mi è sembrata una buona opportunità per conoscere meglio gli scheletri nell’armadio di Carpi.

In realtà il tema è stato trattato anche dalla Voce di Carpi in un vecchio redazionale, infatti la prostituzione nella nostra città è una questione che va avanti da anni.

Come ripreso dall’articolo originale del 2013 infatti:

“I Carabinieri del Nucleo Operativo di Carpi hanno condotto un’articolata attività d’indagine finalizzata al contrasto dello sfruttamento e induzione alla prostituzione, accertando che all’interno d’immobili privati, ubicati in zona semicentrale di Carpi, vi era la presenza di donne cinesi dedite alla professione.

L’indagine ha permesso di accertare e ottenere determinanti riscontri oggettivi con l’individuazione e ubicazione delle abitazioni nonché della loro frequentazione da parte di numerosi clienti prevalentemente italiani: si trattava in sostanza di vere e proprie case di appuntamento.

Dalle indagini è emerso che tre cinesi residenti al Nord Italia avevano stipulato contratti d’affitto di altrettante abitazioni a Carpi, di proprietà di ignari carpigiani, a cui venivano regolarmente pagati gli affitti.

Di fatto, poi, altri soggetti tra cui cinesi, qualche italiano e qualche pakistano, si occupavano di effettuare i versamenti relativi all’affitto mensile.

Cit. Voce

L’articolo continua elencando 16 denunce tra le zone via Ugo Da Carpi, Via Aldo Moro, Zona Quartirolo.

Forse non tutti lo sanno, ma la prostituzione non è reato, è reato lo sfruttamento da parte dei protettori.

Lo stesso locatore non può essere soggetto a provvedimenti a meno che non tragga un guadagno diretto dalla prostituzione che si consuma nel suo locale. (ad esempio, locando la casa ad un prezzo appositamente più alto; si veda Cassazione, sezione III Penale,sentenza 24 giugno – 28 settembre 2015, n. 39181).

Nell’estratto del nostro giornale locale vediamo come questo losco giro di affari sia penetrato soprattutto nell’area sud del comune.

In realtà di zone a luci rosse c’è ne sono molte, per sapere di più svolto una piccola ricerca; individuando diverse vie che non riporterò di seguito…

Realizzando questo censimento mi sono reso conto che gli appartamenti in condominio, affittati per l’uso in questione sono davvero in tutta Carpi, centro storico compreso.

Fatta questa doverosa introduzione andiamo al nocciolo della questione e vediamo perché il problema prostituzione, indipendentemente dalla perseguibilità, si intrecci con la compravendita immobiliare.

Alcune di queste vie passano per proverbio tra i residenti dei quartiere, infatti quando capita di avere delle case in vendita, la prima domanda che viene fatta è il civico dell’abitazione.

Questo al fine di accertarsi che non ci sarà da condividere il condominio con l’accompagnatrice della porta accanto e il via vai di clienti.

Secondo te questo tipo di reputazione per i condomini come si ripercuote sulla valutazioni commerciali dei locali appartenenti allo stesso?

Te lo dico per esperienza, molti non vogliono comprare e chi sorvola sul vicinato chiede maxi sconti per il disagio di avere frequenti sconosciuti entrare e uscire per le scale.

Andrea Ballato - Consulente Immobiliare Carpi - Vendita Immobiliare a Carpi - Prostituzione in condominio

La cosa più spiacevole per noi addetti ai lavori è quando scopriamo dai clienti che cercano casa che il condomino è noto per le meretrici.

A noi non interessa per discriminare o per inutili pettegolezzi, ma quanto per fini commerciali e professionali.

Nel primo caso per prepararci all’obiezione di un cliente, nel secondo per garantire una corretta informazione ai clienti più interessati alla situazione condominiale (Condomini morosi, appartamenti all’asta ecc)

Non si può mai sapere la sensibilità delle persone, delle famiglie.

C’è chi è in grado di sorvolare in cambio di un buon prezzo di vendita e chi non vorrebbe mai far assistere ai propri figli ad un incursione dei carabinieri a seguito di un’indagine.

Lasciamo al cliente la libertà di poter scegliere.

Anche perché queste ragazze, come letto nell’articolo della Voce, non sono quasi mai indipendenti, ma amministrate da malavitosi che gestiscono affari in più località italiane.

Qualcuno potrebbe anche definire la situazione pericolosa.

Il tema quindi è inevitabilmente delicato, sul filo di giudizi morali e soggetto a divieti legali.

Personalmente non sta a me dare giudizi o denunciare l’attività illegale quanto farti riflettere sul lato commerciale e su quanto sia importante per te proprietario non restare indifferente.

Ne va del valore del tuo immobile.

Arrivati a questo punto è il momento di iniziare a trarre delle conclusioni e parlare di soluzioni, sempre che ci siano.

Nel caso di favoreggiamento del proprietario o sfruttamento del protettore, la situazione sembrerebbe avere una direzione molto chiara e orientata alla denuncia.

E se l’attività di meretricio viene svolta in piena autonomia, senza implicazioni legali allora cosa si può fare?

Ecco alcune idee:

L’amministratore, in sede di riunione condominiale, potrebbe integrare il regolamento di Condominio per divieto della prostituzione.

Potrebbe far valere quelle formule di stile quali:

  • turbamento della quiete, della tranquillità dei condomini,
  • contrarietà all’igiene, alla signorilità ed al decoro dell’edificio

Sperando di raggiungere in tal modo la prova dell’esistenza di un condominio “a luci rosse”, con il via vai di gente poco raccomandabile.

La modifica potrebbe essere accordabile con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore delle tabelle millesimali.

Un’altra idea che ho letto aver funzionato, è stata quella di rivolgersi alla Finanza.

Di fatto viene attuata quella che in economia viene definita una minaccia credibile.

Si comunica alla persona interessata che se non intende porre fine alla sua attività o se non decide di andarsene, verrà denunciata per evasione fiscale.

Questa minaccia, nella maggior parte dei casi, sortisce l’effetto voluto e così “l’indesiderata presenza” lascia l’appartamento.

Personalmente non ho avuto esperienze dirette per risolvere questo tipo di situazione.

Conclusione

Se tu al contrario hai avuto in prima persona un’esperienza di questo genere risolta con successo, fammelo sapere.

Magari ti sei appoggiato/a ad un amministratore specifico o ad uno studio legale, a professionisti dunque, che sono riusciti a risolvere il problema,.

Ti invito a contattarmi e a segnalarmi i nominativi.

Il tuo know how potrebbe rivelarsi molto utile per altri Carpigiani che non vogliono vedere svalutare il loro immobile.

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